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Capire la scuola

Nuove Indicazioni nazionali: cosa cambia e da quando

7 minuti di letturaAggiornata il

Le nuove Indicazioni nazionali per il curricolo (D.M. 9 dicembre 2025, n. 221) sostituiscono le Indicazioni nazionali del 2012 e sono in vigore dal 11 febbraio 2026. Nelle scuole si applicano dall’anno scolastico 2026/2027, partendo dalla scuola dell’infanzia e dalle classi prime: le altre classi ci arrivano gradualmente, con delibera del collegio dei docenti.

Che cosa sono le Indicazioni nazionali

Ogni scuola italiana decide da sé come organizzare le lezioni, ma non decide da sé dove deve arrivare. La cornice comune si chiama Indicazioni nazionali per il curricolo: è il documento con cui il Ministero fissa i traguardi di competenza e gli obiettivi di apprendimento per la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo, cioè primaria e secondaria di primo grado.

È una cornice, non un programma. Dice a che punto un bambino dovrebbe essere alla fine di un ciclo, e lascia alle scuole il compito di costruire il percorso per arrivarci. Il documento che traduce la cornice in programma concreto è il curricolo d’istituto, deliberato dal collegio dei docenti di ogni singola scuola. È la ragione per cui due terze elementari a due isolati di distanza affrontano gli stessi argomenti in ordine diverso, e perché confrontare il quaderno di tuo figlio con quello di suo cugino dice molto meno di quanto sembri.

Che cosa è cambiato nel 2025

Il D.M. 9 dicembre 2025, n. 221, «Regolamento recante indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione», è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 21 del 27 gennaio 2026 ed è entrato in vigore il 11 febbraio 2026. Sostituisce le Indicazioni nazionali del 2012, che erano rimaste il riferimento per quattordici anni.

Quattordici anni sono tanti, e il decreto nasce dichiaratamente da lì: nel frattempo sono cambiati il contesto sociale e culturale e, soprattutto, il modo in cui i bambini incontrano le informazioni e stanno in relazione, per effetto di un uso della tecnologia digitale che nel 2012 non era ancora quello di oggi. Il testo ridefinisce l’impianto del curricolo, le priorità, la terminologia e i riferimenti metodologici, con conseguenze dirette sulla progettazione didattica, sulla valutazione e sulle pratiche di inclusione.

Due scadenze puntuali vale la pena tenerle a mente, perché sono le più concrete e le più difficili da trovare scritte in chiaro:

  • Dall’anno scolastico 2027/2028: Storia come insegnamento autonomo nelle classi terze della scuola primaria.
  • Dall’anno scolastico 2026/2027: Latino attivabile nelle classi seconde e terze della scuola secondaria di primo grado.

A quali classi si applicano, e quando

È la domanda che conta davvero, ed è quella su cui i riassunti in circolazione sono più vaghi. L’applicazione non è simultanea: parte dall’anno scolastico 2026/2027 e riguarda la scuola dell’infanzia e le classi prime della primaria e della secondaria di primo grado. Da lì si estende gradualmente alle altre classi, mano a mano che ogni istituto rielabora il proprio curricolo con apposite delibere del collegio dei docenti.

Il decreto non fissa una data uguale per tutte le scuole per le classi successive alla prima. Significa che, se tuo figlio è in seconda o oltre, la risposta precisa non la trovi in nessun articolo online: la conosce la sua scuola.

Applicazione delle nuove Indicazioni nazionali per anno di scuola nell’anno scolastico 2026/2027
Anno di scuolaNel 2026/2027
Scuola dell’infanzia, 3 anniSegue le nuove Indicazioni dal 2026/2027
Scuola dell’infanzia, 4 anniSegue le nuove Indicazioni dal 2026/2027
Scuola dell’infanzia, 5 anniSegue le nuove Indicazioni dal 2026/2027
Prima elementareSegue le nuove Indicazioni dal 2026/2027
Seconda elementarePassaggio graduale alle nuove Indicazioni
Terza elementarePassaggio graduale alle nuove Indicazioni
Quarta elementarePassaggio graduale alle nuove Indicazioni
Quinta elementarePassaggio graduale alle nuove Indicazioni

Che cosa cambia per una famiglia

Concretamente, poco e niente in termini di adempimenti: non c’è nulla da fare, nulla da firmare, nessun materiale nuovo da comprare. Il lavoro di riscrittura è tutto dalla parte della scuola.

Cambia però qualcosa che conviene sapere. Nei prossimi anni scolastici conviveranno classi che seguono il nuovo quadro e classi che seguono ancora quello precedente, dentro lo stesso istituto e a volte dentro lo stesso corridoio. Se ti capita di notare differenze fra la programmazione di tuo figlio e quella di un fratello maggiore alla stessa età, potrebbe non essere un caso né un errore: è la transizione.

Il documento da leggere, quando la scuola lo aggiorna, è il Piano triennale dell’offerta formativa. È lì che la cornice nazionale diventa il programma concreto della classe, ed è pubblico.

Dove leggere il testo

Il decreto integrale è disponibile in Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 21 del 27 gennaio 2026. Se invece cerchi una lettura più rapida di che cosa si affronta in un determinato anno, abbiamo ricostruito il quadro anno per anno e materia per materia nella sezione programmi scolastici, con le citazioni puntuali del decreto e il numero di pagina.

Domande frequenti

Da quando si applicano le nuove Indicazioni nazionali?

Il D.M. 9 dicembre 2025, n. 221 è in vigore dal 11 febbraio 2026, ma la prima applicazione nelle scuole è nell’anno scolastico 2026/2027, e riguarda la scuola dell’infanzia e le classi prime della primaria e della secondaria di primo grado. Le altre classi passano gradualmente.

Mio figlio va in terza elementare: segue le nuove Indicazioni?

Nel 2026/2027 no, non ancora in modo formale. La terza prosegue con il curricolo d’istituto già in uso, costruito sulle Indicazioni del 2012, e passa al nuovo quadro gradualmente, con delibera del collegio dei docenti. Il decreto non fissa una data uguale per tutte le scuole: la tempistica la conosce l’istituto.

Le nuove Indicazioni cambiano le materie della scuola primaria?

L’impianto disciplinare resta riconoscibile. Il decreto interviene su terminologia, priorità e quadro metodologico, con due scadenze puntuali: Storia diventa un insegnamento autonomo nelle classi terze della primaria dall’anno scolastico 2027/2028, e il Latino è attivabile nelle classi seconde e terze della secondaria di primo grado già dal 2026/2027.

Le nuove Indicazioni cambiano quello che mio figlio impara?

Per la maggior parte delle materie lo scarto è di impostazione e di enfasi, non di contenuto: più spazio a informatica, educazione finanziaria e sostenibilità, la scrittura corsiva, e un traguardo intermedio a fine terza oltre a quello di fine ciclo. Le basi restano le stesse, e una classe che segue ancora il curricolo costruito sulle Indicazioni del 2012 non sta imparando cose superate. L’eccezione è Storia, che infatti ha un calendario suo: nelle Indicazioni del 2012 il traguardo di fine primaria si fermava alla caduta dell’impero romano d’Occidente, mentre nel 2025 prosegue oltre, fino ai regni romano-barbarici, a Costantinopoli, a Giustiniano e all’espansione islamica.

Devo fare qualcosa come genitore?

No. Non ci sono adempimenti per le famiglie: il lavoro di riscrittura del curricolo è della scuola. Vale la pena leggere il Piano triennale dell’offerta formativa del proprio istituto quando viene aggiornato, perché è lì che il quadro nazionale diventa il programma concreto della classe.

Che differenza c’è fra Indicazioni nazionali e programma?

Le Indicazioni nazionali sono la cornice che il Ministero fissa per tutte le scuole: dicono a quali traguardi arrivare, non come arrivarci. Il programma concreto lo costruisce ogni istituto con il curricolo d’istituto, deliberato dal collegio dei docenti, e ogni insegnante lo declina nella programmazione di classe.

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