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Dalla scuola dell’infanzia alla quinta

Cosa si studia, anno per anno

Una mappa leggibile di che cosa affronta un bambino in ciascun anno di scuola, materia per materia, con i rimandi puntuali alle nuove Indicazioni nazionali.

La scuola italiana fissa che cosa si impara con le Indicazioni nazionali per il curricolo, oggi rinnovate dal D.M. 9 dicembre 2025, n. 221. Alla scuola dell’infanzia il lavoro è organizzato in cinque campi di esperienza, alla primaria in discipline. Il programma concreto lo delibera poi ogni istituto, quindi due classi dello stesso anno possono affrontare gli stessi obiettivi in ordine diverso.

Le Indicazioni non fissano un obiettivo per ogni anno. Le Indicazioni nazionali (D.M. 221/2025) non fissano un obiettivo diverso per ogni anno di scuola: per l’infanzia parlano all’intero percorso dai 3 ai 6 anni, mentre per la primaria fissano un traguardo ogni due o tre anni, a fine classe terza e a fine classe quinta. La suddivisione anno per anno che vedi in queste pagine è una proposta didattica di EstroPix, pensata per accompagnare la crescita e l’apprendimento del bambino; il testo fra virgolette resta invece la citazione letterale del decreto.

Le nuove Indicazioni nazionali, e da quando valgono

Il D.M. 9 dicembre 2025, n. 221, «Regolamento recante indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione», è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 21 del 27 gennaio 2026 ed è in vigore dal 11 febbraio 2026. Sostituisce le Indicazioni nazionali del 2012, rimaste il riferimento per quattordici anni.

La domanda che conta per un genitore è però un’altra: vale già per la classe di mio figlio? Nel primo anno di applicazione, il 2026/2027, no per tutti.

Applicazione delle nuove Indicazioni nazionali per anno di scuola nell’anno scolastico 2026/2027
Anno di scuolaNel 2026/2027
Scuola dell’infanzia, 3 anniSegue le nuove Indicazioni dal 2026/2027
Scuola dell’infanzia, 4 anniSegue le nuove Indicazioni dal 2026/2027
Scuola dell’infanzia, 5 anniSegue le nuove Indicazioni dal 2026/2027
Prima elementareSegue le nuove Indicazioni dal 2026/2027
Seconda elementarePassaggio graduale alle nuove Indicazioni
Terza elementarePassaggio graduale alle nuove Indicazioni
Quarta elementarePassaggio graduale alle nuove Indicazioni
Quinta elementarePassaggio graduale alle nuove Indicazioni

Per le classi in transizione il decreto non fissa una scadenza uguale per tutti: il passaggio avviene con delibera del collegio dei docenti, istituto per istituto. La tempistica esatta la conosce solo la scuola di tuo figlio.

Scuola dell’infanzia

Tre anni organizzati non in materie ma in cinque campi di esperienza, che si intrecciano di continuo.

Scuola primaria

Cinque anni in cui il lavoro si articola in discipline, con un passaggio netto in terza: fino ad allora si impara soprattutto facendo, da lì in poi anche studiando.

Domande frequenti

Quali classi seguono le nuove Indicazioni nazionali nel 2026/2027?

Nell’anno scolastico 2026/2027, il primo di applicazione del D.M. 221/2025, il nuovo quadro riguarda la scuola dell’infanzia e le classi prime della scuola primaria e della secondaria di primo grado. Le altre classi proseguono con il curricolo d’istituto già in uso e vi passano gradualmente, con delibera del collegio dei docenti: il decreto non fissa una data uguale per tutte le scuole.

Che differenza c’è fra Indicazioni nazionali e programma della scuola?

Le Indicazioni nazionali sono il quadro di riferimento che il Ministero fissa per tutte le scuole. Il programma vero e proprio lo costruisce ogni istituto, con il curricolo d’istituto deliberato dal collegio dei docenti, e i singoli insegnanti lo declinano nella programmazione di classe. Per questo due terze elementari di due scuole diverse affrontano gli stessi obiettivi in ordine e con esempi differenti.

Le nuove Indicazioni cambiano le materie della scuola primaria?

Il quadro disciplinare resta riconoscibile, ma il decreto interviene su terminologia, priorità e impianto metodologico. Due date puntuali: Storia come insegnamento autonomo nelle classi terze della scuola primaria dall’anno scolastico 2027/2028; Latino attivabile nelle classi seconde e terze della scuola secondaria di primo grado dall’anno scolastico 2026/2027.

Perché per la scuola dell’infanzia non ci sono materie?

Perché la scuola dell’infanzia non è organizzata in discipline ma in cinque campi di esperienza: il sé e l’altro, il corpo e il movimento, immagini suoni e colori, i discorsi e le parole, la conoscenza del mondo. Sono ambiti che si intrecciano di continuo, e un singolo gioco ne tocca abitualmente più di uno.

A cosa servono queste pagine se la programmazione la fa la scuola?

A dare a un genitore un quadro leggibile di che cosa ci si aspetta in quell’anno, senza dover leggere un decreto di centinaia di pagine. Sono utili per capire il senso di un compito, per sapere che cosa è normale che sia ancora difficile, e per accorgersi in tempo di un argomento su cui serve tornare.

Da dove vengono questi contenuti. La struttura per aree di apprendimento è la mappatura che EstroPix usa per costruire i suoi fumetti, realizzata sul quadro delle nuove Indicazioni nazionali per il curricolo (D.M. 9 dicembre 2025, n. 221) e rivista da una pedagogista. I 131 rimandi riportati indicano il punto del decreto e la pagina: quelli fra virgolette basse sono trascritti alla lettera, gli altri sono una sintesi nostra del passaggio a cui rimandano.

Questa pagina non sostituisce la programmazione della scuola di tuo figlio, che ogni istituto delibera per conto suo. Serve a dare a un genitore un quadro leggibile di che cosa ci si aspetta in quell’anno.

Dati aggiornati al 2026-08-24. Testo del decreto: Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 21 del 27 gennaio 2026.

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