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Primo anno della scuola dell’infanzia · 3-4 anni

Scuola dell’infanzia, 3 anni: cosa si studia

I campi di esperienza del primo anno di scuola dell’infanzia, spiegati a un genitore: autonomia, linguaggio, relazione con gli altri e prime esplorazioni del mondo.

Nel primo anno di scuola dell’infanzia il lavoro non è diviso in materie ma in cinque campi di esperienza. A tre anni l’attenzione va soprattutto all’autonomia quotidiana, all’esplosione del linguaggio, al riconoscimento delle emozioni di base e ai primi tempi lunghi di gioco accanto agli altri bambini.

Le Indicazioni non fissano un obiettivo per ogni anno. Le Indicazioni nazionali (D.M. 221/2025) non fissano un obiettivo diverso per ogni anno di scuola: per l’infanzia parlano all’intero percorso dai 3 ai 6 anni, mentre per la primaria fissano un traguardo ogni due o tre anni, a fine classe terza e a fine classe quinta. La suddivisione anno per anno che vedi in queste pagine è una proposta didattica di EstroPix, pensata per accompagnare la crescita e l’apprendimento del bambino; il testo fra virgolette resta invece la citazione letterale del decreto.

Segue le nuove Indicazioni dal 2026/2027. Nell’anno scolastico 2026/2027, il primo di applicazione del D.M. 221/2025, il nuovo quadro riguarda la scuola dell’infanzia e le classi prime della primaria e della secondaria di primo grado.

Com’è fatto questo anno

Il primo anno di scuola dell’infanzia è quello in cui un bambino impara soprattutto a stare: a separarsi serenamente, a orientarsi in uno spazio che non è casa sua, a chiedere quello che gli serve con le parole invece che con il pianto. Sono conquiste che non compaiono in nessuna pagella e che valgono più di qualsiasi contenuto.

Per questo la scuola dell’infanzia non ha materie. Il lavoro è organizzato in cinque campi di esperienza, che si intrecciano di continuo: un gioco con le costruzioni tocca insieme lo spazio, la relazione con i compagni e il linguaggio con cui la si racconta dopo.

  • Il linguaggio cresce più in fretta che in qualsiasi altro momento della vita.
  • L’autonomia nelle azioni quotidiane è un obiettivo educativo, non un prerequisito.
  • Le emozioni di base si imparano a riconoscere e a nominare, prima che a gestire.

I cinque campi di esperienza

Non sono materie e non hanno confini netti: un solo gioco ne tocca abitualmente più di uno. Sono un modo di guardare a quello che il bambino sta imparando, non un orario.

Domande frequenti

Che cosa dovrebbe saper fare un bambino alla fine di questo anno di scuola dell’infanzia?

Nel primo anno di scuola dell’infanzia il lavoro non è diviso in materie ma in cinque campi di esperienza. A tre anni l’attenzione va soprattutto all’autonomia quotidiana, all’esplosione del linguaggio, al riconoscimento delle emozioni di base e ai primi tempi lunghi di gioco accanto agli altri bambini. In sintesi: il linguaggio cresce più in fretta che in qualsiasi altro momento della vita; l’autonomia nelle azioni quotidiane è un obiettivo educativo, non un prerequisito; le emozioni di base si imparano a riconoscere e a nominare, prima che a gestire.

Scuola dell’infanzia, 3 anni: quante campi di esperienza ci sono?

Nella mappatura di EstroPix per la scuola dell’infanzia a 3 anni sono 5 campi di esperienza, per un totale di 50 obiettivi di apprendimento: I discorsi e le parole, Il corpo e il movimento, Il sé e l’altro, Immagini, suoni e colori, La conoscenza del mondo.

Scuola dell’infanzia, 3 anni segue le nuove Indicazioni nazionali?

Nell’anno scolastico 2026/2027, il primo di applicazione del D.M. 221/2025, il nuovo quadro riguarda la scuola dell’infanzia e le classi prime della primaria e della secondaria di primo grado.

Gli altri anni della scuola dell’infanzia

Da dove vengono questi contenuti. La struttura per aree di apprendimento è la mappatura che EstroPix usa per costruire i suoi fumetti, realizzata sul quadro delle nuove Indicazioni nazionali per il curricolo (D.M. 9 dicembre 2025, n. 221) e rivista da una pedagogista. I 4 rimandi riportati indicano il punto del decreto e la pagina: quelli fra virgolette basse sono trascritti alla lettera, gli altri sono una sintesi nostra del passaggio a cui rimandano.

Per la scuola dell’infanzia il decreto non articola obiettivi disciplinari come per la primaria: l’inquadramento è per campi di esperienza. Le aree elencate qui sotto sono quindi una lettura operativa di quel quadro, non un elenco tratto alla lettera dal testo.

Questa pagina non sostituisce la programmazione della scuola di tuo figlio, che ogni istituto delibera per conto suo. Serve a dare a un genitore un quadro leggibile di che cosa ci si aspetta in quell’anno.

Dati aggiornati al 2026-08-24. Testo del decreto: Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 21 del 27 gennaio 2026.

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